Conversazione sensibili pt.2: Signal incontra WhatsApp

WhatsApp è l’app di messaggistica più usata al mondo, fungendo da vero e proprio social in certi stati. Quanto è privato? Ci sono alternative sulla piazza? E come è possibile anche solo immaginare che altre persone possano considerare altre opzioni rispetto a questo colosso di messaggistica?

In parole semplici

Cosa rende una conversazione privata? Spesso c’è confusione tra cos’è anonimo e privato, quindi per capirlo meglio immaginiamo che ci siano due persone chiuse in una stanza a parlare.
Se NON abbiamo visto chi sono ma sappiamo cosa si stanno dicendo, la conversazione è anonima. Al contrario, se NON sappiamo cosa stanno dicendo ma sappiamo chi c’è dentro la stanza, la conversazione è privata.
Quindi, possiamo dire che una conversazione è privata quando solo gli interlocutori possono sentire/vedere cosa viene detto. Sotto questo punto di vista, sia WhatsApp che Signal sono private.

Mettiamo, ora, che prima di entrare nella stanza ci sia una telecamera per vedere chi entra, quando, come e con chi: analizzando la registrazione si possono quindi capire le abitudini, con chi si parla di più, quando si è soliti entrare ecc. facendosi un’idea della persona.
In informatica, chiamiamo questi dati di contorno metadati. E proprio i metadati son quelli che WhatsApp da contratto¹ passa a Facebook (perché appartiene a Facebook²) e a terze parti, per una migliore profilazione: ultimo accesso, quanto state connessi, con chi chattate di più, numero di telefono, numeri in rubrica, connessione internet, posizione GPS ecc.. Anche se non sanno cosa venga scritto, quindi, grazie ai metadati possono capire molto di noi. In sintesi, quando WhatsApp si vanta sul suo sito ufficiale³ che “La tua privacy è la nostra priorità”, ora sapete perché sono un mucchio di stronzate.

WhatsApp afferma, poi, di usare “crittografia end-to-end” per proteggere le chat. In parole povere, è un modo per impedire a esterni, azienda inclusa, di poterle leggere. Tuttavia, se non abbiamo un telefono Apple, quando i nostri messaggi vengono salvati sul cloud (ovvero un backup, che in questo caso viene fatto su Google Drive), i messaggi non sono crittografati. Questo permette a chiunque abbia l’accesso a quel determinato Google Drive di poter leggere le chat in chiaro⁴. E ironicamente, come vedremo in futuro, Google può accedere ai Drive di tutti i suoi utenti. Ergo Google può leggere le vostre chat.

“Sì, ma tutti quelli che conosco usano WhatsApp”.

Eh: questo, a seconda delle persone, può essere più o meno problematico. C’è chi ha contatti di lavoro, chi tutta la cerchia di amici, ma in sintesi una buona via di mezzo è iniziare affiancando l’app di Signal a Whatsapp. Al contrario di un’app alla quale importa delle vostra privacy quanto a un’industria delle armi importa della pace, Signal offre la stessa protezione, con l’aggiunta che non colleziona metadati, è completamente libera, non manda backup a terze parti mettendo a nudo le vostre conversazioni, gli sticker sono più comodi, ha un’intera community di supporto alla quale potete prendere parte se masticate l’inglese⁵, supporta messaggi che si autodistruggono e, inoltre, se avete Android vi permette di poter leggere e scrivere anche SMS (come unire WhatsApp e SMS nella stessa app).

“Sì, ma tutti quelli che conosco usano WhatsApp”. E avete ragione: isolarsi dal mondo sarebbe stupido.
È per questo che infatti vi consigliamo di AFFIANCARE l’app di Signal a Whatsapp. Signal ha la stessa protezione, con l’aggiunta che non colleziona metadati, è completamente open source, non manda backup a terze parti mettendo a rischio la vostra privacy, ha un’intera community di supporto alla quale potete prendere parte se masticate l’inglese⁴, supporta messaggi che si autodistruggono e, inoltre, se avete Android vi permette di poter leggere e scrivere anche SMS (come unire WhatsApp e SMS nella stessa app).

Cosa fare

Come Telegram, trovate Signal sullo store delle app. Installatela, seguite le istruzioni, dategli il permesso per gli SMS se avete Android e.. fine.

Per capire chi della vostra rubrica ha già l’applicazione e chi no, date un occhio alla rubrica dentro Signal: se l’iniziale del contatto è azzurra vuol dire che ha l’app (se avete Apple vedrete SOLO chi ha l’app). In caso contrario, scrivergli equivarrà a scrivere un SMS (che non è crittografato).

Torniamo ora al discorso della gente su Whatsapp, che non è disposta a seguirvi. Perché deve essere chiaro che dei vostri conoscenti non lo farà quasi nessuno. E in fondo va bene così, perché tanto c’è una buona probabilità che non vi importi davvero dell’intera rubrica. Vi importa di amici, partner, forse genitori. Vi importa che quelle conversazioni tornino a essere vostre. Che le emozioni, dubbi, gioie, paure condivise via messaggio rimangano vostre, e non di un’azienda che trasformerà il contesto che le circonda in merce per fare soldi. Parlatene quindi a loro, dove il rapporto reciproco non farà pesare lo scaricare un’app per voi, mentre per quanto riguarda il parlarne agli altri… davvero, come preferite, ma non fasciatevici la testa.

Arrivati alla fine di questo capitolo, avete ora un’applicazione per le conversazioni “pubbliche” (Telegram) e una per quelle più sensibili (Signal). Non c’è molto altro da aggiungere, se non che da ora in avanti starà a voi decidere quando usare una o l’altra. Fatene buon uso.

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Appendice

¹ Contratto WhatsApp: https://www.whatsapp.com/legal/?eea=1&lang=it
² Covert Adrian, Facebook buys WhatsApp for $19 billion, CNN, 2014
³ https://www.whatsapp.com/privacy/?lang=it&_fb_noscript=1
⁴ Osborne Charlie, WhatsApp warns free Google Drive backups are not end-to-end encrypted, ZDNet, 2018
https://community.signalusers.org/